Attilio Andreazza
Università degli Studi di Milano
La motivazione di questa discrepanza è che la formula del fit assumeva che gli
errori dei singoli punti siano scorrelati, mentre è stato dimostrato che gli
errori su
e
inducono una forte correlazione
tra i valori misurati di
.
Per capire come agisce la correlazione, consideriamo alcuni casi limite.
In figura 1 è mostrato il caso di una retta passante per due
punti, misurati simmetricamente rispetto all'origine. Se indichiamo la retta
come
Assumiamo che i punti abbiano un errore
sulla misura delle
ordinate. Se gli errori sono indipendenti, la normale propagazione degli errori
ci dice le incertezze su
e
sono
Supponiamo invece che gli errori siano completamente correlati, ovvero che se
differisce dal valore vero di una certa quantità, allora
pure differisce dal valore vero della stessa quantità. Nel caso della simulazione,
questo era l'effetto che si aveva nei casi in cui l'unica incertezza era su
o su
. In tal caso è ovvio che
viene
calcolato senza incertezze, perché i due punti si muovono insieme e non cambia
il valore del coefficiente angolare. Per quanto riguarda
invece, essendo
i due punti correlati farne la media non riduce l'errore e quindi si ha
Quindi in questo esempio vediamo che l'effetto della correlazione è di ridurre
l'incertezza su
, aumentando però quella su
.
Consideriamo ora il caso in figura 2, in cui i punti si scostano
dall'origine delle ascisse. In tal caso la relazione per
è sempre la
stessa:
Se i punti sono completamente correlati, come nel caso precedente, allora
è senza errore. Di conseguenza il contributo dell'errore di estrapolazione è
nullo e si ha di nuovo
e
.
In tal caso, a seconda che del valore dell'errore di estrapolazione, punti correlati
possono anche dare una stima di
migliore di quella che si avrebbe in
assenza di correlazione.
Nell'esperienza i valori della
andavano tra
e
, e quindi si discostavano tutti dallo
zero. Esisteva inoltre una significativa (ma non completa) correlazione tra
i punti. Di conseguenza i valori di
e
ricavati come risultato
della procedura di fit avevano un'incertezza (ricavata dalla distribuzione degli
scarti) inferiore di quanto calcolato con la propagazione degli errori nel caso
di errori scorrelati.
In teoria è possibile tenere conto delle correlazioni nel momento del fit e quindi dare analiticamente una stima corretta degli errori. La matematica però è molto più complicata ed in quasi tutti i casi concreti è più semplice dare la stima degli errori veri attraverso una simulazione della procedura di raccolta ed analisi dei dati.