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Rette e correlazioni

Attilio Andreazza
Università degli Studi di Milano

Nella simulazione dell'esperienza dello spettrometro a prisma, il risultato era che la stima dei parametri di Cauchy \( A \) e \( B \) risultava molto migliore di quella ottenuta propagando gli errori secondo le formule del fit ad una retta.

La motivazione di questa discrepanza è che la formula del fit assumeva che gli errori dei singoli punti siano scorrelati, mentre è stato dimostrato che gli errori su \( \theta _{0} \) e \( \alpha \) inducono una forte correlazione tra i valori misurati di \( n\left( \lambda \right) \).

Per capire come agisce la correlazione, consideriamo alcuni casi limite.

Figure 1: Retta passante per due punti simmetrici rispetto all'origine.
\resizebox*{1\columnwidth}{!}{\includegraphics{correl1.eps}}

In figura 1 è mostrato il caso di una retta passante per due punti, misurati simmetricamente rispetto all'origine. Se indichiamo la retta come

\begin{displaymath}
y=A+Bx,\end{displaymath}

abbiamo che ovviamente

\begin{displaymath}
A=\frac{y_{2}+y_{1}}{2},\end{displaymath}


\begin{displaymath}
B=\frac{y_{2}-y_{1}}{2a}.\end{displaymath}

Assumiamo che i punti abbiano un errore \( \sigma _{y} \) sulla misura delle ordinate. Se gli errori sono indipendenti, la normale propagazione degli errori ci dice le incertezze su \( A \) e \( B \) sono

\begin{displaymath}
\sigma _{B}=\frac{1}{\sqrt{2}a}\sigma _{y},\end{displaymath}


\begin{displaymath}
\sigma _{A}=\frac{1}{\sqrt{2}}\sigma _{y}.\end{displaymath}

Supponiamo invece che gli errori siano completamente correlati, ovvero che se \( y_{1} \) differisce dal valore vero di una certa quantità, allora \( y_{2} \) pure differisce dal valore vero della stessa quantità. Nel caso della simulazione, questo era l'effetto che si aveva nei casi in cui l'unica incertezza era su \( \alpha \) o su \( \theta _{0} \). In tal caso è ovvio che \( B \) viene calcolato senza incertezze, perché i due punti si muovono insieme e non cambia il valore del coefficiente angolare. Per quanto riguarda \( A \) invece, essendo i due punti correlati farne la media non riduce l'errore e quindi si ha

\begin{displaymath}
\sigma _{B}=0,\end{displaymath}


\begin{displaymath}
\sigma _{A}=\sigma _{y}.\end{displaymath}

Quindi in questo esempio vediamo che l'effetto della correlazione è di ridurre l'incertezza su \( B \), aumentando però quella su \( A \).

Figure 2: Retta attraverso due punti generici.
\resizebox*{1\columnwidth}{!}{\includegraphics{correl2.eps}}

Consideriamo ora il caso in figura 2, in cui i punti si scostano dall'origine delle ascisse. In tal caso la relazione per \( B \) è sempre la stessa:

\begin{displaymath}
B=\frac{y_{2}-y_{1}}{2a},\end{displaymath}

mentre per \( A \) si ha

\begin{displaymath}
A=y_{1}-\frac{y_{2}-y_{1}}{2a}x_{1}.\end{displaymath}

Quindi, nel caso di punti non correlati, l'errore su \( B \) rimane lo stesso, ma quello su \( A \) aumenta a causa dell'estrapolazione da \( x_{1} \) verso lo 0:

\begin{displaymath}
\sigma _{A}=\sqrt{\frac{x^{2}_{1}+\left( x_{1}+2a\right) ^{2}}{\left( 2a\right) ^{2}}}\sigma _{y}.\end{displaymath}

Se i punti sono completamente correlati, come nel caso precedente, allora \( B \) è senza errore. Di conseguenza il contributo dell'errore di estrapolazione è nullo e si ha di nuovo \( \sigma _{B}=0 \) e \( \sigma _{A}=\sigma _{y} \).

In tal caso, a seconda che del valore dell'errore di estrapolazione, punti correlati possono anche dare una stima di \( A \) migliore di quella che si avrebbe in assenza di correlazione.

Nell'esperienza i valori della \( x \) andavano tra \( 3\times 10^{-6} \) e \( 6\times 10^{-6}\textrm{ nm}^{-2} \), e quindi si discostavano tutti dallo zero. Esisteva inoltre una significativa (ma non completa) correlazione tra i punti. Di conseguenza i valori di \( A \) e \( B \) ricavati come risultato della procedura di fit avevano un'incertezza (ricavata dalla distribuzione degli scarti) inferiore di quanto calcolato con la propagazione degli errori nel caso di errori scorrelati.

In teoria è possibile tenere conto delle correlazioni nel momento del fit e quindi dare analiticamente una stima corretta degli errori. La matematica però è molto più complicata ed in quasi tutti i casi concreti è più semplice dare la stima degli errori veri attraverso una simulazione della procedura di raccolta ed analisi dei dati.




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Attilio Andreazza 2000-12-19